All’interno dell’Associazione, la valutazione dei fatti posti in essere dai soci adulti qualora riconducibili ad abusi e mancanze gravi nei confronti delle norme dello Statuto, fatti salvi i poteri in materia di Capo Guida e Capo Scout, è di competenza esclusiva del Collegio giudicante nazionale, organo terzo e imparziale. Quello disciplinare, non è un procedimento meramente burocratico, ma sostanziale in quanto la sua promozione è un atto di responsabilità volto a tutelare la persona e la sua libertà e dignità, il nome e l’immagine dell’Associazione, i beni di un livello territoriale, nonché l’integrità dell’azione educativa attraverso il rispetto dei doveri di sorveglianza, prudenza e diligenza.
Queste considerazioni, si inseriscono nel percorso che l’Associazione sta compiendo per promuovere ambienti educativi sicuri, relazioni etiche e sane, la cura della persona. A tal fine, si richiama il documento “Relazioni etiche, sane e di cura”, frutto dei lavori della Commissione CG-05/2021 (Mozione 08/2021).
Il procedimento disciplinare può essere promosso da ciascun socio adulto censito nell’Associazione mediante richiesta scritta indirizzata al Collegio giudicante nazionale e deve essere motivata, circostanziata e contenere gli elementi di fatto ritenuti necessari a legittimare l’avvio del procedimento medesimo. Essa può essere corredata da documenti pertinenti ai fatti. Nel corso del procedimento è sempre garantito il diritto di difesa del socio interessato e, al momento della sua promozione, nel corso della fase preliminare e della fase istruttoria è richiesta al proponente e a tutti i soggetti coinvolti la massima discrezione e riservatezza, al fine di evitare pregiudizi in capo all’interessato e al procedimento nel suo complesso.
È fondamentale distinguere l’iter disciplinare da altre forme di cessazione del rapporto associativo.
Un socio adulto non può essere espulso da una Comunità capi o da un Comitato per fatti legati a suoi comportamenti; questa è, infatti, prerogativa unicamente del Collegio giudicante nazionale. L’esclusione del socio adulto a livello locale (Gruppo o Zona) può avvenire solo per motivi amministrativi (ad esempio, per il mancato pagamento delle quote
associative, che comporta la decadenza automatica dallo status di socio). In ogni caso, la Comunità capi o il Comitato di Zona, nello svolgimento dei rispettivi compiti e con gli strumenti formativi riconosciuti dall’Associazione, potranno valutare l’opportunità di confermare o modificare la fiducia accordata al socio adulto nello svolgimento di un incarico di servizio.
Qualora siano interessati capi in servizio come quadri, potranno essere valutate eventuali azioni da intraprendere, tra le quali la revoca del mandato elettivo o di nomina, attraverso gli organi associativi preposti.
Il Regolamento associativo descrive dettagliatamente le fasi del procedimento disciplinare e l’eventuale adozione, alla sua conclusione, di uno dei provvedimenti previsti dallo Statuto.
Per contattare il Collegio Giudicante Nazionale o per inviare richieste di procedimento, utilizzare
la mail ufficiocollegiogiudicante@agesci.it
Statuto – artt. 49, 50 (commi 1–6) e 51 (commi 1–2)
Regolamento associativo – artt. 96–101
Nota interpretativa di Capo Guida e Capo Scout – § 1.5
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